Roman Poverty Database è un archivio digitale finanziato dal PNRR che mira a individuare, studiare e raccogliere i luoghi e le rappresentazioni pittoriche dei miserabili a Roma tra il 1595 e il 1650. Il progetto è sviluppato parallelamente alla ricerca dottorale condotta da Susanna Winkler presso l’Università di Roma Tre, all’interno del Dottorato di Ricerca in Storia, territorio, patrimonio culturale del Dipartimento di Studi Umanistici; è supervisionato dalla Professoressa Maria Cristina Terzaghi e dal Professor Arturo Gallia.
L’obiettivo principale del database è fornire un punto di riferimento per studiosi della storia della povertà romana della prima metà del Seicento e delle iconografie che la rappresentano; al contempo, si è scelto di impostare i contenuti in modo tale che possano essere fruibili anche per un pubblico meno esperto, che sia interessato agli argomenti trattati.
All’interno del sito si trovano le schede delle opere, di ambito sacro o profano, affreschi, opere su tela o disegni, realizzati da artisti di diverse provenienze e background culturali. La divisione è su base iconografica, ma all’interno di ogni sezione le opere sono disposte cronologicamente, permettendo così di scegliere l’artista e il periodo che si vuole approfondire.
È presente anche un approfondimento sulla figura di Giovanni Leonardo Ceruso, detto il Letterato, che si prese cura dei bambini abbandonati, educandoli alla religione cristiana e trovandogli un riparo. La sua opera pia, gestita da lui dal 1582 fino alla morte sopraggiunta nel 1595, passò a una Congregazione di laici e religiosi che fondarono il complesso con l’Ospedale dei Putti del Letterato e con la chiesa di Santa Maria della Carità, sopravvissuto fino al 1693, quando fu inglobato all’interno del nuovo Ospizio Apostolico di San Michele. Si tratta di una realtà poco nota agli studi storici che fornisce nuovi spunti sia nell’ambito della storia dell’assistenza all’infanzia abbandonata, sia per quanto riguarda la storia dell’urbanistica di Roma. All’interno della sezione dedicata, è presente anche la Pianta di Roma del Maggi sulla quale sono localizzati i luoghi in cui Ceruso portò i suoi Putti tra il 1582 e il 1595.
