La questione ecologica all’ordine del giorno viene comunemente declinata in chiave “tecnica”: l’intento, vale a dire, è di sviluppare una serie di strategie riparatorie tese a mantenere in vita gli assetti sistemici consolidati, dentro un “ambiente” considerato come semplice sfondo inerte della nostra vicenda umana. La crisi del pianeta chiama in causa, invece, le visioni del mondo condivise, le maniere, sempre confliggenti e socialmente connotate, in cui i viventi guardano, nominano, pensano e narrano lo spazio ecologico da cui sono a loro volta determinati. Da alcuni anni, studiose e studiosi provenienti da diverse aree geografiche e del sapere, forzando i rispettivi confini disciplinari, stanno provando a decifrare il carattere complesso dei grovigli tra umano e non umano, tra vivente e inanimato, che connotano lo spazio ecologico comune. L’obiettivo del corso è introdurre studentesse e studenti a questa nuova area di studi, le scienze umane ambientali, in cui si consolida un’alleanza tra scienze umane (filosofia, letteratura, arti ecc.), scienze sociali (antropologia, storia dell’ambiente, sociologia, economia, ecologia politica, geografia ecc.) e scienze della natura (biologia, ecologia ecc.) per ripensare in chiave critica i termini della questione ecologica.
Curriculum
scheda docente
materiale didattico
Dopo aver definito le caratteristiche e i contenuti di fondo dell'area di studio delle Environmental humanities, ci soffermeremo su come oggi le scienze umane e sociali si pongono rispetto all’ontologia regolativa del sistema neoliberale di crescita. Questo si fonda su un impasto apparentemente contradditorio tra scatenamento vitalista e ordinamento anticipatorio razionale, dove la posta in gioco non è più il disciplinamento del vivente (a tutti i livelli) ma la possibilità di trarre profitto dall’indeterminazione, dalla continua liberazione dell’energia. Rispetto a questo scenario governamentale, la teoria sociale ha intrapreso diversi percorsi, che saranno oggetto di riflessione durante la prima parte del corso: dalla cosiddetta “svolta ontologica” ai nuovi materialismi femministi, dall’ANT (actor-network theory) al realismo speculativo, dall’ecologia politica marxista alla decrescita.
- Romano O., D'Alisa G., “Degrowth and limits”, in A. Machin e M. Wissenburg (a cura di), Handbook of Environmental Political Theory in the Anthropocene, (pp. 99-108), Cheltham : Edward Elgar Publishing 2025 [doi: 10.4337/9781802208955.00016].
Programma
(Modulo di Sociologia dell'Ambiente: 2 Cfu)Dopo aver definito le caratteristiche e i contenuti di fondo dell'area di studio delle Environmental humanities, ci soffermeremo su come oggi le scienze umane e sociali si pongono rispetto all’ontologia regolativa del sistema neoliberale di crescita. Questo si fonda su un impasto apparentemente contradditorio tra scatenamento vitalista e ordinamento anticipatorio razionale, dove la posta in gioco non è più il disciplinamento del vivente (a tutti i livelli) ma la possibilità di trarre profitto dall’indeterminazione, dalla continua liberazione dell’energia. Rispetto a questo scenario governamentale, la teoria sociale ha intrapreso diversi percorsi, che saranno oggetto di riflessione durante la prima parte del corso: dalla cosiddetta “svolta ontologica” ai nuovi materialismi femministi, dall’ANT (actor-network theory) al realismo speculativo, dall’ecologia politica marxista alla decrescita.
Testi Adottati
- Pellizzoni L., Cavalcare l’ingovernabile. Natura, neoliberalismo e nuovi materialismi, Orthotes, Napoli-Salerno 2023 [cap. 1, pp. 15-52; cap. 3, pp. 77-142].- Romano O., D'Alisa G., “Degrowth and limits”, in A. Machin e M. Wissenburg (a cura di), Handbook of Environmental Political Theory in the Anthropocene, (pp. 99-108), Cheltham : Edward Elgar Publishing 2025 [doi: 10.4337/9781802208955.00016].
Modalità Frequenza
Oltre a seguire le lezioni in presenza, le/gli studenti saranno sollecitati a intervenire con commenti, osservazioni, domande, nonché a partecipare a discussioni collettive in aula.Modalità Valutazione
La prova consisterà in un colloquio orale sui temi del corso.
scheda docente
materiale didattico
La storia ambientale è un modo per osservare e comprendere la relazione tra società umane e il resto della natura nel tempo. Prospettiva, dunque, più che disciplina, la storia ambientale riconosce suoli, animali, climi, acque e la varietà della vita sulla Terra come co-partecipi della storia umana. Ne scaturiscono narrazioni che, utilizzando con creatività archivi della natura e sedimenti umani, algoritmi climatologici e cartoline turistiche, misurazioni stratigrafiche e testimonianze contadine, per citare alcuni esempi, riescono a ricomporre l’unità dell’esperienza della vita (umana e più-che-umana) sul pianeta. La storia ambientale abita la costellazione interdisciplinare delle Environmental Humanities imprimendo rigore metodologico e contesto spazio-temporale. E’ in questo senso che il modulo presenterà lo scheletro formativo della storia ambientale globale e italiana, soffermandosi su alcuni casi di studio che meglio dialogano con l’agenda investigativa delle Environmental Humanities.
Bibliografia
• Biasillo, Roberta. Storia globale dell’ambiente. Roma: Carocci, 2025 (Introduzione e cap. 6)
• Environment and Society Portal, Rachel Carson Center/LMU/Deutsch Museum, 2008-2025 https://www.environmentandsociety.org/ (per Frequentanti: una selezione di contenuti sarà indicata nel corso. Per non Frequentanti: scegliere una selezione di 3-5 contenuti di diverso formato – per es. 1 video, 1 articolo di rivista, 1 esposizione virtuale, 1 podcast, 1 storymap, ecc.)
• Biasillo, Roberta. Storia globale dell’ambiente. Roma: Carocci, 2025 (Introduzione e cap. 6)
• Environment and Society Portal, Rachel Carson Center/LMU/Deutsch Museum, 2008-2025 https://www.environmentandsociety.org/ (selezione di contenuti)
Programma
Modulo di Storia ambientale: Prof.ssa Stefania GalliniLa storia ambientale è un modo per osservare e comprendere la relazione tra società umane e il resto della natura nel tempo. Prospettiva, dunque, più che disciplina, la storia ambientale riconosce suoli, animali, climi, acque e la varietà della vita sulla Terra come co-partecipi della storia umana. Ne scaturiscono narrazioni che, utilizzando con creatività archivi della natura e sedimenti umani, algoritmi climatologici e cartoline turistiche, misurazioni stratigrafiche e testimonianze contadine, per citare alcuni esempi, riescono a ricomporre l’unità dell’esperienza della vita (umana e più-che-umana) sul pianeta. La storia ambientale abita la costellazione interdisciplinare delle Environmental Humanities imprimendo rigore metodologico e contesto spazio-temporale. E’ in questo senso che il modulo presenterà lo scheletro formativo della storia ambientale globale e italiana, soffermandosi su alcuni casi di studio che meglio dialogano con l’agenda investigativa delle Environmental Humanities.
Bibliografia
• Biasillo, Roberta. Storia globale dell’ambiente. Roma: Carocci, 2025 (Introduzione e cap. 6)
• Environment and Society Portal, Rachel Carson Center/LMU/Deutsch Museum, 2008-2025 https://www.environmentandsociety.org/ (per Frequentanti: una selezione di contenuti sarà indicata nel corso. Per non Frequentanti: scegliere una selezione di 3-5 contenuti di diverso formato – per es. 1 video, 1 articolo di rivista, 1 esposizione virtuale, 1 podcast, 1 storymap, ecc.)
Testi Adottati
Bibliografia• Biasillo, Roberta. Storia globale dell’ambiente. Roma: Carocci, 2025 (Introduzione e cap. 6)
• Environment and Society Portal, Rachel Carson Center/LMU/Deutsch Museum, 2008-2025 https://www.environmentandsociety.org/ (selezione di contenuti)
scheda docente
materiale didattico
U. Fracassa, “Celati verso la foce” (in, Effetti reali. La non fiction tra Italia, Francia, Spagna e America Latina Carabba, 2025)
Programma
Il viaggio in Italia occupa una posizione del tutto peculiare nel genere periegetico, almeno a partire dal secolo del Grand Tour. Nella seconda metà del Novecento, in particolare tra l’inizio degli anni Cinquanta e la fine degli Ottanta, alcuni scrittori italiani, talvolta con la collaborazione di un fotografo, hanno provato a rivolgere a un paesaggio tanto celebrato uno “sguardo sostenibile”. Seguendo il corso delle acque interne, innanzitutto del fiume Po, ovvero privilegiando argini e pianure ai panorami rivieraschi e all’amenità dei rilievi, autori come Cesare Zavattini e Gianni Celati hanno messo in campo una pratica di ecologia dello sguardo. Anche grazie al paragone con altri viaggi letterari sul corso dei grandi fiumi (cfr. C. Magris, Danubio, 1986) nei quali il paesaggio resta occasione privilegiata per slanci di erudizione storico-geografica, l’analisi degli scritti dei due autori emiliani permetterà di introdurre concetti (nescienza, qualsiasità) in grado di fondare un paradigma, alternativo a quello dell’odeporica tradizionale.Testi Adottati
F. Careri, Walkscapes. Camminare come pratica estetica, Einaudi 2006 (una selezione di paragrafi a cura del docente sarà proposta nel corso delle lezioni)U. Fracassa, “Celati verso la foce” (in, Effetti reali. La non fiction tra Italia, Francia, Spagna e America Latina Carabba, 2025)
Modalità Frequenza
La partecipazione all’attività didattica è libera e non verrà registrata dal docente. La frequenza è necessaria ma non obbligatoria.
scheda docente
materiale didattico
Dopo aver definito le caratteristiche e i contenuti di fondo dell'area di studio delle Environmental humanities, ci soffermeremo su come oggi le scienze umane e sociali si pongono rispetto all’ontologia regolativa del sistema neoliberale di crescita. Questo si fonda su un impasto apparentemente contradditorio tra scatenamento vitalista e ordinamento anticipatorio razionale, dove la posta in gioco non è più il disciplinamento del vivente (a tutti i livelli) ma la possibilità di trarre profitto dall’indeterminazione, dalla continua liberazione dell’energia. Rispetto a questo scenario governamentale, la teoria sociale ha intrapreso diversi percorsi, che saranno oggetto di riflessione durante la prima parte del corso: dalla cosiddetta “svolta ontologica” ai nuovi materialismi femministi, dall’ANT (actor-network theory) al realismo speculativo, dall’ecologia politica marxista alla decrescita.
- Romano O., D'Alisa G., “Degrowth and limits”, in A. Machin e M. Wissenburg (a cura di), Handbook of Environmental Political Theory in the Anthropocene, (pp. 99-108), Cheltham : Edward Elgar Publishing 2025 [doi: 10.4337/9781802208955.00016].
Programma
(Modulo di Sociologia dell'Ambiente: 2 Cfu)Dopo aver definito le caratteristiche e i contenuti di fondo dell'area di studio delle Environmental humanities, ci soffermeremo su come oggi le scienze umane e sociali si pongono rispetto all’ontologia regolativa del sistema neoliberale di crescita. Questo si fonda su un impasto apparentemente contradditorio tra scatenamento vitalista e ordinamento anticipatorio razionale, dove la posta in gioco non è più il disciplinamento del vivente (a tutti i livelli) ma la possibilità di trarre profitto dall’indeterminazione, dalla continua liberazione dell’energia. Rispetto a questo scenario governamentale, la teoria sociale ha intrapreso diversi percorsi, che saranno oggetto di riflessione durante la prima parte del corso: dalla cosiddetta “svolta ontologica” ai nuovi materialismi femministi, dall’ANT (actor-network theory) al realismo speculativo, dall’ecologia politica marxista alla decrescita.
Testi Adottati
- Pellizzoni L., Cavalcare l’ingovernabile. Natura, neoliberalismo e nuovi materialismi, Orthotes, Napoli-Salerno 2023 [cap. 1, pp. 15-52; cap. 3, pp. 77-142].- Romano O., D'Alisa G., “Degrowth and limits”, in A. Machin e M. Wissenburg (a cura di), Handbook of Environmental Political Theory in the Anthropocene, (pp. 99-108), Cheltham : Edward Elgar Publishing 2025 [doi: 10.4337/9781802208955.00016].
Modalità Frequenza
Oltre a seguire le lezioni in presenza, le/gli studenti saranno sollecitati a intervenire con commenti, osservazioni, domande, nonché a partecipare a discussioni collettive in aula.Modalità Valutazione
La prova consisterà in un colloquio orale sui temi del corso.
scheda docente
materiale didattico
La storia ambientale è un modo per osservare e comprendere la relazione tra società umane e il resto della natura nel tempo. Prospettiva, dunque, più che disciplina, la storia ambientale riconosce suoli, animali, climi, acque e la varietà della vita sulla Terra come co-partecipi della storia umana. Ne scaturiscono narrazioni che, utilizzando con creatività archivi della natura e sedimenti umani, algoritmi climatologici e cartoline turistiche, misurazioni stratigrafiche e testimonianze contadine, per citare alcuni esempi, riescono a ricomporre l’unità dell’esperienza della vita (umana e più-che-umana) sul pianeta. La storia ambientale abita la costellazione interdisciplinare delle Environmental Humanities imprimendo rigore metodologico e contesto spazio-temporale. E’ in questo senso che il modulo presenterà lo scheletro formativo della storia ambientale globale e italiana, soffermandosi su alcuni casi di studio che meglio dialogano con l’agenda investigativa delle Environmental Humanities.
Bibliografia
• Biasillo, Roberta. Storia globale dell’ambiente. Roma: Carocci, 2025 (Introduzione e cap. 6)
• Environment and Society Portal, Rachel Carson Center/LMU/Deutsch Museum, 2008-2025 https://www.environmentandsociety.org/ (per Frequentanti: una selezione di contenuti sarà indicata nel corso. Per non Frequentanti: scegliere una selezione di 3-5 contenuti di diverso formato – per es. 1 video, 1 articolo di rivista, 1 esposizione virtuale, 1 podcast, 1 storymap, ecc.)
• Biasillo, Roberta. Storia globale dell’ambiente. Roma: Carocci, 2025 (Introduzione e cap. 6)
• Environment and Society Portal, Rachel Carson Center/LMU/Deutsch Museum, 2008-2025 https://www.environmentandsociety.org/ (selezione di contenuti)
Programma
Modulo di Storia ambientale: Prof.ssa Stefania GalliniLa storia ambientale è un modo per osservare e comprendere la relazione tra società umane e il resto della natura nel tempo. Prospettiva, dunque, più che disciplina, la storia ambientale riconosce suoli, animali, climi, acque e la varietà della vita sulla Terra come co-partecipi della storia umana. Ne scaturiscono narrazioni che, utilizzando con creatività archivi della natura e sedimenti umani, algoritmi climatologici e cartoline turistiche, misurazioni stratigrafiche e testimonianze contadine, per citare alcuni esempi, riescono a ricomporre l’unità dell’esperienza della vita (umana e più-che-umana) sul pianeta. La storia ambientale abita la costellazione interdisciplinare delle Environmental Humanities imprimendo rigore metodologico e contesto spazio-temporale. E’ in questo senso che il modulo presenterà lo scheletro formativo della storia ambientale globale e italiana, soffermandosi su alcuni casi di studio che meglio dialogano con l’agenda investigativa delle Environmental Humanities.
Bibliografia
• Biasillo, Roberta. Storia globale dell’ambiente. Roma: Carocci, 2025 (Introduzione e cap. 6)
• Environment and Society Portal, Rachel Carson Center/LMU/Deutsch Museum, 2008-2025 https://www.environmentandsociety.org/ (per Frequentanti: una selezione di contenuti sarà indicata nel corso. Per non Frequentanti: scegliere una selezione di 3-5 contenuti di diverso formato – per es. 1 video, 1 articolo di rivista, 1 esposizione virtuale, 1 podcast, 1 storymap, ecc.)
Testi Adottati
Bibliografia• Biasillo, Roberta. Storia globale dell’ambiente. Roma: Carocci, 2025 (Introduzione e cap. 6)
• Environment and Society Portal, Rachel Carson Center/LMU/Deutsch Museum, 2008-2025 https://www.environmentandsociety.org/ (selezione di contenuti)
scheda docente
materiale didattico
U. Fracassa, “Celati verso la foce” (in, Effetti reali. La non fiction tra Italia, Francia, Spagna e America Latina Carabba, 2025)
Programma
Il viaggio in Italia occupa una posizione del tutto peculiare nel genere periegetico, almeno a partire dal secolo del Grand Tour. Nella seconda metà del Novecento, in particolare tra l’inizio degli anni Cinquanta e la fine degli Ottanta, alcuni scrittori italiani, talvolta con la collaborazione di un fotografo, hanno provato a rivolgere a un paesaggio tanto celebrato uno “sguardo sostenibile”. Seguendo il corso delle acque interne, innanzitutto del fiume Po, ovvero privilegiando argini e pianure ai panorami rivieraschi e all’amenità dei rilievi, autori come Cesare Zavattini e Gianni Celati hanno messo in campo una pratica di ecologia dello sguardo. Anche grazie al paragone con altri viaggi letterari sul corso dei grandi fiumi (cfr. C. Magris, Danubio, 1986) nei quali il paesaggio resta occasione privilegiata per slanci di erudizione storico-geografica, l’analisi degli scritti dei due autori emiliani permetterà di introdurre concetti (nescienza, qualsiasità) in grado di fondare un paradigma, alternativo a quello dell’odeporica tradizionale.Testi Adottati
F. Careri, Walkscapes. Camminare come pratica estetica, Einaudi 2006 (una selezione di paragrafi a cura del docente sarà proposta nel corso delle lezioni)U. Fracassa, “Celati verso la foce” (in, Effetti reali. La non fiction tra Italia, Francia, Spagna e America Latina Carabba, 2025)
Modalità Frequenza
La partecipazione all’attività didattica è libera e non verrà registrata dal docente. La frequenza è necessaria ma non obbligatoria.