Il corso ha come oggetto lo studio e l’analisi delle immagini, con particolare riferimento alle componenti sociali che intervengono nei processi di significazione. Nella prima parte del corso saranno forniti agli studenti gli strumenti analitici e metodologici per analizzare le immagini e, in particolare, le fotografie. Nella seconda parte, invece, sarà dedicata un’attenzione specifica al loro uso pubblico e sociale, con particolare riferimento alle immagini di passati controversi (guerre, disastri naturali, violenze, attacchi terroristici).
Curriculum
scheda docente
materiale didattico
Particolare attenzione è dedicata alla trasformazione contemporanea del visuale, segnata dalla digitalizzazione, dalla diffusione dei social media e dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che ridefiniscono il rapporto tra individuo e immagine, nello specifico in relazione ai processi di creazione, circolazione e interpretazione delle immagini; ancora, vengono discusse le dimensioni politiche e sociali del visuale, dalle pratiche di attivismo alle forme di autorappresentazione nei social media, fino agli ambienti immersivi e virtuali, nonché le principali implicazioni dovute alla democratizzazione dell'immagine e all'alfabetizzazione visuale. L'obiettivo è quello di stimolare la riflessione critica sulla non neutralità dell'immagine e di fornire strumenti teorici e metodologici per comprendere in che modo le immagini contribuiscano a costruire significati, identità e realtà condivise nella società contemporanea.
2) Roland Barthes (1964), Image-Music-Text. (Translation 1977), capitolo II, “The Rhetoric of the Image”. S. Heath, ed. London: Fontana, pp. 32-51.
3) Susan Sontag (1973), On Photography, Capitolo I, "In Plato's Cave”, Rosetta Books, New York, pp. 1- 19.
4) David Bate (2017), Il primo libro di fotografia, Capitolo 7 "Fotografia e Arte", Piccola Biblioteca Einaudi, Torino, pp. 193-211.
5) Barbie Zelizer (2004), “The Voice of the Visual in Memory”, in Phillips R. Kendall (ed.), Framing Public Memory, University of Alabama Press, Tuscaloosa, pp. 157-186.
6) Anna Lisa Tota (2013), “A Photo that Matter: The Memorial Clock in Bologna and its Invented Tradition”, in Olga Shevchenko (ed.), Double Exposure: Memory and Photography, Transaction Publishers, Piscaway, pp. 41-64.
7) Susie Linfield (2013), La luce crudele. Fotografia e violenza politica, Contrasto Edizioni, Roma, pp. 10-46.
8) Merskin, Debra (2004), “Reviving Lolita? A Media Literacy Examination of Sexual Portrayals of Girls in Fashion Advertising”. American Behavioral Scientist 48, pp. 119-128.
9) Materiali integrativi saranno forniti dal docente durante il corso.
Mutuazione: 20710389 COMUNICAZIONE VISUALE in Cinema, televisione e produzione multimediale LM-65 R Stolfi Melissa
Programma
Il corso muove dai principali assunti teorici della cultura visuale, intesa non solo come insieme di immagini, ma come campo di studi che analizza le condizioni sociali, culturali e tecnologiche del "vedere". In questa prospettiva, le immagini sono considerate "dispositivi" e "pratiche", capaci di produrre senso, orientare lo sguardo e contribuire alla costruzione della realtà in un ecosistema sempre più ibrido e condiviso. Mantenendo il focus su temi e questioni di attualità, il corso affronta il passaggio dall’immagine intesa come "rappresentazione della realtà" all’immagine come "evento performativo", mettendo al centro la relazione tra visione, corpo e dispositivi.Particolare attenzione è dedicata alla trasformazione contemporanea del visuale, segnata dalla digitalizzazione, dalla diffusione dei social media e dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che ridefiniscono il rapporto tra individuo e immagine, nello specifico in relazione ai processi di creazione, circolazione e interpretazione delle immagini; ancora, vengono discusse le dimensioni politiche e sociali del visuale, dalle pratiche di attivismo alle forme di autorappresentazione nei social media, fino agli ambienti immersivi e virtuali, nonché le principali implicazioni dovute alla democratizzazione dell'immagine e all'alfabetizzazione visuale. L'obiettivo è quello di stimolare la riflessione critica sulla non neutralità dell'immagine e di fornire strumenti teorici e metodologici per comprendere in che modo le immagini contribuiscano a costruire significati, identità e realtà condivise nella società contemporanea.
Testi Adottati
1) Roland Barthes (1979), La camera chiara. Nota sulla fotografia, Piccola Biblioteca Einaudi, Torino.2) Roland Barthes (1964), Image-Music-Text. (Translation 1977), capitolo II, “The Rhetoric of the Image”. S. Heath, ed. London: Fontana, pp. 32-51.
3) Susan Sontag (1973), On Photography, Capitolo I, "In Plato's Cave”, Rosetta Books, New York, pp. 1- 19.
4) David Bate (2017), Il primo libro di fotografia, Capitolo 7 "Fotografia e Arte", Piccola Biblioteca Einaudi, Torino, pp. 193-211.
5) Barbie Zelizer (2004), “The Voice of the Visual in Memory”, in Phillips R. Kendall (ed.), Framing Public Memory, University of Alabama Press, Tuscaloosa, pp. 157-186.
6) Anna Lisa Tota (2013), “A Photo that Matter: The Memorial Clock in Bologna and its Invented Tradition”, in Olga Shevchenko (ed.), Double Exposure: Memory and Photography, Transaction Publishers, Piscaway, pp. 41-64.
7) Susie Linfield (2013), La luce crudele. Fotografia e violenza politica, Contrasto Edizioni, Roma, pp. 10-46.
8) Merskin, Debra (2004), “Reviving Lolita? A Media Literacy Examination of Sexual Portrayals of Girls in Fashion Advertising”. American Behavioral Scientist 48, pp. 119-128.
9) Materiali integrativi saranno forniti dal docente durante il corso.
Modalità Frequenza
La frequenza non è obbligatoria, ma come sempre consigliata.Modalità Valutazione
MODALITA' 1: project work su un tema trattato durante il corso o affini (da concordare con il docente) e colloquio orale sui testi in programma. Al project work sarà assegnato un punteggio da 0 a 3 punti che andrà a sommarsi al voto del colloquio. MODALITA' 2: colloquio orale sui testi in programma.
scheda docente
materiale didattico
Particolare attenzione è dedicata alla trasformazione contemporanea del visuale, segnata dalla digitalizzazione, dalla diffusione dei social media e dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che ridefiniscono il rapporto tra individuo e immagine, nello specifico in relazione ai processi di creazione, circolazione e interpretazione delle immagini; ancora, vengono discusse le dimensioni politiche e sociali del visuale, dalle pratiche di attivismo alle forme di autorappresentazione nei social media, fino agli ambienti immersivi e virtuali, nonché le principali implicazioni dovute alla democratizzazione dell'immagine e all'alfabetizzazione visuale. L'obiettivo è quello di stimolare la riflessione critica sulla non neutralità dell'immagine e di fornire strumenti teorici e metodologici per comprendere in che modo le immagini contribuiscano a costruire significati, identità e realtà condivise nella società contemporanea.
2) Roland Barthes (1964), Image-Music-Text. (Translation 1977), capitolo II, “The Rhetoric of the Image”. S. Heath, ed. London: Fontana, pp. 32-51.
3) Susan Sontag (1973), On Photography, Capitolo I, "In Plato's Cave”, Rosetta Books, New York, pp. 1- 19.
4) David Bate (2017), Il primo libro di fotografia, Capitolo 7 "Fotografia e Arte", Piccola Biblioteca Einaudi, Torino, pp. 193-211.
5) Barbie Zelizer (2004), “The Voice of the Visual in Memory”, in Phillips R. Kendall (ed.), Framing Public Memory, University of Alabama Press, Tuscaloosa, pp. 157-186.
6) Anna Lisa Tota (2013), “A Photo that Matter: The Memorial Clock in Bologna and its Invented Tradition”, in Olga Shevchenko (ed.), Double Exposure: Memory and Photography, Transaction Publishers, Piscaway, pp. 41-64.
7) Susie Linfield (2013), La luce crudele. Fotografia e violenza politica, Contrasto Edizioni, Roma, pp. 10-46.
8) Merskin, Debra (2004), “Reviving Lolita? A Media Literacy Examination of Sexual Portrayals of Girls in Fashion Advertising”. American Behavioral Scientist 48, pp. 119-128.
9) Materiali integrativi saranno forniti dal docente durante il corso.
Programma
Il corso muove dai principali assunti teorici della cultura visuale, intesa non solo come insieme di immagini, ma come campo di studi che analizza le condizioni sociali, culturali e tecnologiche del "vedere". In questa prospettiva, le immagini sono considerate "dispositivi" e "pratiche", capaci di produrre senso, orientare lo sguardo e contribuire alla costruzione della realtà in un ecosistema sempre più ibrido e condiviso. Mantenendo il focus su temi e questioni di attualità, il corso affronta il passaggio dall’immagine intesa come "rappresentazione della realtà" all’immagine come "evento performativo", mettendo al centro la relazione tra visione, corpo e dispositivi.Particolare attenzione è dedicata alla trasformazione contemporanea del visuale, segnata dalla digitalizzazione, dalla diffusione dei social media e dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che ridefiniscono il rapporto tra individuo e immagine, nello specifico in relazione ai processi di creazione, circolazione e interpretazione delle immagini; ancora, vengono discusse le dimensioni politiche e sociali del visuale, dalle pratiche di attivismo alle forme di autorappresentazione nei social media, fino agli ambienti immersivi e virtuali, nonché le principali implicazioni dovute alla democratizzazione dell'immagine e all'alfabetizzazione visuale. L'obiettivo è quello di stimolare la riflessione critica sulla non neutralità dell'immagine e di fornire strumenti teorici e metodologici per comprendere in che modo le immagini contribuiscano a costruire significati, identità e realtà condivise nella società contemporanea.
Testi Adottati
1) Roland Barthes (1979), La camera chiara. Nota sulla fotografia, Piccola Biblioteca Einaudi, Torino.2) Roland Barthes (1964), Image-Music-Text. (Translation 1977), capitolo II, “The Rhetoric of the Image”. S. Heath, ed. London: Fontana, pp. 32-51.
3) Susan Sontag (1973), On Photography, Capitolo I, "In Plato's Cave”, Rosetta Books, New York, pp. 1- 19.
4) David Bate (2017), Il primo libro di fotografia, Capitolo 7 "Fotografia e Arte", Piccola Biblioteca Einaudi, Torino, pp. 193-211.
5) Barbie Zelizer (2004), “The Voice of the Visual in Memory”, in Phillips R. Kendall (ed.), Framing Public Memory, University of Alabama Press, Tuscaloosa, pp. 157-186.
6) Anna Lisa Tota (2013), “A Photo that Matter: The Memorial Clock in Bologna and its Invented Tradition”, in Olga Shevchenko (ed.), Double Exposure: Memory and Photography, Transaction Publishers, Piscaway, pp. 41-64.
7) Susie Linfield (2013), La luce crudele. Fotografia e violenza politica, Contrasto Edizioni, Roma, pp. 10-46.
8) Merskin, Debra (2004), “Reviving Lolita? A Media Literacy Examination of Sexual Portrayals of Girls in Fashion Advertising”. American Behavioral Scientist 48, pp. 119-128.
9) Materiali integrativi saranno forniti dal docente durante il corso.
Modalità Frequenza
La frequenza non è obbligatoria, ma come sempre consigliata.Modalità Valutazione
MODALITA' 1: project work su un tema trattato durante il corso o affini (da concordare con il docente) e colloquio orale sui testi in programma. Al project work sarà assegnato un punteggio da 0 a 3 punti che andrà a sommarsi al voto del colloquio. MODALITA' 2: colloquio orale sui testi in programma.