Cino da Pistoia, le tre corone e la tradizione letteraria: testi, motivi e contesto

Assegnista: Paolo Rigo

SSD: L-FIL-LET/10
Data conclusione: 30/11/2019

Descrizione del progetto
Cino da Pistoia (1270-1336) rappresenta un caso unico della tradizione lirica italiana: posto cronologicamente fra Dante e Petrarca, convinto seguace dei motivi dello Stilnovo e delle loro impostazioni formali, fu riconosciuto da Dante come massimo poeta d’amore nel De vulgari eloquentia, mentre Petrarca lo incluse nel suo personale canone poetico insieme con Arnaut Daniel, Cavalcanti e Dante (Rvf 70), dando prova di essersi formato sulle sue rime (per poi superarle). Nei Fragmenta, inoltre, Petrarca dedica a Cino uno dei suoi rari compianti in morte (Rvf 92 Piangete, donne, et con voi pianga Amore, ivi sottolineando la maniera lacrimevole del poeta di Pistoia).
Nonostante la sua centralità in un periodo così decisivo per la storia della lirica italiana dei primi secoli, quale vero e proprio mediatore «fra lo stilnovismo fiorentino, o si dica l’ideale melodico o di “unione” che fu quello di Dante […], e il melodismo supremo dell’altro suo più giovane amico, il Petrarca» (G. Contini, in Poeti del Duecento, Milano-Napoli, Ricciardi, 1960, vol. II p. 630), Cino non ha goduto di una fortuna critica adeguata nel corso della storia recente. Basti pensare che si attende ancora un’edizione critica delle sue rime (più volte annunciata da Giuseppe Marrani, se ne attende l’uscita), e si conta negli ultimi decenni una sola monografia – peraltro superficiale – a lui dedicata (Antonio Gagliardi, Cino da Pistoia. Le poetiche dell’anima, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2001). Ciò parrebbe dovuto all’etichetta esclusiva di poeta amoroso che ha prevalso nella valutazione delle sue liriche, alle quali invece è da rivendicare una specifica complessità, soprattutto per l’articolato sistema filosofico che le permea e rende accostabile – ma sono necessari approfondimenti su questo punto – la loro concezione d’amore a quella fisiologica e filosofica di Guido Cavalcanti.
Resta da collocare con più precisione l’attività di Cino da Pistoia rispetto alla tradizione letteraria dei primi secoli, da esaminare secondo alcune direttrici che l’assegnista potrà meglio precisare. In sintesi, sono da analizzare con precisione temi e motivi – alcuni dei quali contingenti alla maniera amorosa ma pervasi da un profondo sostrato culturale e “scientifico” – della lirica di Cino; il ruolo di alcuni temi nella strutturazione dei canzonieri dell’epoca (l’esilio, il compianto); il rapporto con le vicissitudini politiche (nella canzone L’alta virtù che si ritrasse al cielo, scritta per la morte dell’imperatore Enrico VII, in cui sono presenti motivi filosofici – ad esempio la definizione dell’imperatore come «forma del ben» – che meritano un’analisi ancora assente). Merita una verifica sui testi e sui fatti anche l’autorevolezza, sempre fin qui riconosciuta, del suo ruolo poetico, quale ultimo prestigioso rappresentante della poesia del secolo precedente ancora attivo nel Trecento (ruolo favorito dalla sua collocazione sociale e dalla sua autorevolezza culturale e politica). Deve essere indagato il rapporto con la vecchia maniera poetica precedente allo Stilnovo, assai appariscente sul piano delle strutture ritmiche, per esempio, con la presenza di rime continue in un cospicuo numero di componimenti, fenomeno che rende Cino particolarmente sensibile attento alla tradizione “antica” rappresentata dal Notaro e da Guittone. Appare necessaria un’analisi lessicale delle sue rime, ricche di provenzalismi e gallicismi, anche in rapporto alla Commedia in cui appaiono come hapax termini utilizzati già da Cino nel suo canzoniere. Se esiste quindi un Cino che ha letto Dante senz’altro esiste anche un Dante che ha letto Cino, ed è questo un capitolo ancora tutto da esplorare. Attenzione meritano anche i lavori giuridici che in rapporto alla poesia segnano una tappa importante del percorso culturale del secolo, che si riverbera anche nel rapporto tra letteratura e legge: scritti che, a parte casi isolati, necessitano ancora di uno studio approfondito, senz’altro utile a far emergere nella sua interezza il contesto culturale del tempo e la formazione filosofico-logica di Cino (sono testi che potrebbero infatti essere usati, come accade per Dante e Petrarca, quali preziosi strumenti di indagine dell’opera poetica). Contesto fatto anche di rapporti, contatti, amicizie, conoscenze, incontri che per noi restano ancora in parte oscuri oppure avvolti da una fitta coltre di leggende e che, sicuramente, meritano un approfondimento. Importante in tal senso è l’approfondimento dei componimenti di corrispondenza di Cino, fra tutti quelli con Dante: se da un lato questi testi esprimono un sodalizio poetico e culturale, dall’altro manifestano anche la fine di quel rapporto, tanto che in Io mi credea del tutto esser partito, ecco che Dante non risparmia un certo fastidio rispetto al continuo innamorarsi dell’amico e anzi condisce i suoi versi di un’ironia neanche troppo velata (vv. 5-6, «più volte udito / che pigliar vi lasciate a ogni uncino»). Il candidato dovrà dunque operare una ricerca intertestuale, indagare la produzione poetica di Cino anche da una prospettiva tematica (di matrice lessicale) in grado di evidenziare gli eventuali palinsesti attivi, definire il contesto culturale, storico e sociale in cui egli operò, evidenziando la fitta rete di rapporti di alto prestigio e le numerose corrispondenze poetiche, reperire dati sulla trasmissione delle rime.
Curriculum scientifico
Paolo Rigo è attualmente assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi Roma Tre. Si è addottorato nel giugno 2016 con una tesi che verteva sul tema della fluctuatio nell’opera di Petrarca. Ha al suo attivo un circa quaranta pubblicazione di vario genere sulla letteratura delle origini e sul Novecento (sui contributi sono apparsi su riviste scientifiche di primo piano: «Bollettino di Italianistica», «Paragone», «Letteratura italiana antica»). Ha partecipato a diversi convegni nazionali e internazionali. Nell’ottobre del 2015 ha vinto il premio Ugolini jr. per un progetto di ricerca su Mario Luzi.

CONVEGNI CON PUBBLICAZIONE

Partecipazione ad Adi. La letteratura italiana e le arti. Università degli Studi di Napoli “Federico II”, 7-10 settembre 2016.
Panel: Poesia e arti figurative: scrittura visiva e riflessioni teoriche da Dante a Boccaccio. Keynote speakers: Anna Cerbo, Andrea Mazzucchi, Ilaria Tufano
Titolo intervento: Francesco Petrarca tra l’arte figurativa, la poesia e le opere artistiche.
In press.

Partecipazione ad AlmaDante. Seminario dantesco 2016, Alma mater. Università degli Studi di Bologna, 8-10 giugno 2016.
Titolo intervento: Dante e gli Hohenstaufen: giudizi e pareri di Dante dal De vulgari eloquentia alla Comedia.
In press: AlmaDante. Seminario dantesco 2016, a cura di G. Ledda e F. Zanni, Bologna, Aspasia, 2017.

Partecipazione alla conferenza internazionale: La contamination entre les genres littéraires au Moyen Âge. Mélange des modalités discursives, des formes et des registres en France et en Italie. Université Sorbonne Nouvelle-Paris 3, 25 ottobre 2014.
Keynote speaker: Luca Marcozzi.
Titolo intervento: La suasoria nell’Epistolografia petrarchesca: una ricognizione del genere.
In press: La contamination entre les genres littéraires au Moyen Âge. Mélange des modalités discursives, des formes et des registres en France et en Italie. Atti del convegno, a cura di A. Sotgiu, Roma, Aracne, 2017.

Partecipazione al convegno internazionale: Viajes y caminos: relaciones interculturales entre Italia y España Universidad de Santiago de Compostela, 16-18 marzo 2016.
Keynote speaker: Isabel González Fernández, Massimo Arcangeli, Alfonso D’Agostino.
Titolo intervento: “Andando Guido in pellegrinaggio a San Giacopo”. Un viaggio tra storia e leggenda.
Pubblicato in Viajes y caminos: relaciones interculturales entre Italia y España, ed. para X.A. Neira Cruz, campUSCulturae – Universidade de Santiago de Compostela, 2016, pp. 91-106

Partecipazione al XV Congreso Internacional de la Asociación española de italianistas. Universidad de Cordoba, 9-11 ottobre 2014.
Titolo intervento: Petrarca a Napoli tra scopi e mirabilia.
Pubblicato in Il mezzogiorno italiano. Riflessi e immagini culturali del Sud d’Italia, a cura di C. F. Blanco Valdés, L. Garosi, G. Marangon e F. J. Rodrìguez Mesa, Firenze, Cesati, 2016, pp. 169-183.

Partecipazione al XXI conference of AIPI: Est-Ovest/Nord-Sud. Frontiere, passaggi e incontri culturali. Università degli studi di Bari, 27-30 august 2014.
Keynote speaker: Petr Kuon.
Titolo intervento: Petrarca esule? Un (non) esilio per ritrovarsi.
Pubblicato in Narrarsi per ritrovarsi. Pratiche autobiografiche nelle esperienze di migrazione, esilio, deportazione, a cura di P. Kuon e E. Rigamonti, Firenze, Cesati, 2016, pp. 79-87.

Partecipazione alla Modlet, conferenza annuale: La funzione Dante e i paradigmi della modernità. LUMSA Università (Rome), 10-13 giugno 2014.
Keynote speakers: Simona Costa, Rino Caputo, Nicola Merola.
Titolo intervento: Riscritture dantesche per Fernando Bandini.
Pubblicato in: La funzione Dante e i paradigmi della modernità. Atti del convegno a cura di N. Merola, Pisa, ETS, 2015, pp. 573-580.

Partecipazione al convegno internazionale Petrarca Lettore. Pratiche e rappresentazioni della lettura nelle opere dell’umanista. Università degli Studi Roma Tre, 11-12 marzo 2014.
Keynote speakers: Enrico Fenzi, Natascia Tonelli, Theodore J. Cachey.
Titolo intervento: Dire “legere”: pratica, effetti e metafore della lettura nel Petrarca latino.
Pubblicato in Petrarca Lettore. Pratiche e rappresentazioni della lettura nelle opere dell’umanista. Atti del convegno, a cura di L. Marcozzi, Firenze, Cesati, 2016, pp. 41-57.

Partecipazione alla conferenza internazionale “Nella moltitudine delle cose”. Convegno internazionale su Giovanni Boccaccio a 700 anni dalla nascita. Università di Copenaghen, 4 ottobre 2013.
Keynote speakers: Roberta Morosini, Mary Watt, Marco Gargiulo.
Titolo intervento: “Non vogando ma volando”: spazio e viaggio nel Decameron.
Pubblicato: “Nella moltitudine delle cose”. Convegno internazionale su Giovanni Boccaccio a 700 anni dalla nascita. Atti del convegno, a cura di N. Capasso, Pisa, Aonia, 2016, pp. 49-68.

Partecipazione all’Adi XVII: I cantieri dell’italianistica. Ricerca, didattica e organizzazione agli inizi del XXI secolo. Università La Sapienza, 18-21 settembre 2013.
Titolo intervento: «Parole in libertà»: processi metaforici nel Folgore futurista.
Pubblicato in I cantieri dell’italianistica. Ricerca, didattica e organizzazione agli inizi del XXI secolo. Atti del convegno a cura di B. Alfonzetti, G. Baldassarri e F. Tomasi, Roma, Adi editore, 2014.

Partecipazione al convegno: Viaggi, itinerari e flussi. Università degli studi di Roma Tor Vergata, 5-6 giugno 2013.
Titolo intervento: Tra viaggio reale e topoi narrativi nell’Itinerarium ad speculum Domini nostri Yesu Christi di Francesco Petrarca.
Pubblicato in Viaggi, itinerari, flussi umani. Il Mondo attraverso narrazioni, rappresentazioni e popoli. Atti del convegno, a cura di A. Gimbo, M. C. Paolicelli, A. Ricci, Roma, Nuova Cultura, 2014, pp. 255-266.

PUBBLICAZIONI (MONOGRAFIE O RIVISTE)
Monografie
[32]. Squillò luce sulla metafora in Mario Luzi (Roma, Arduino Sacco, 2012, pp. 192).

Curatele
[31]. Traversando la poesia: come corso d’acqua, prefazione, note ed edizione di Paolo Rigo (Milano, Lampi di Stampa, 2012, pp. 445).

in volumi
[30]. Cino da Pistoia e la “visio beatifica” (con una lettura della ballata ‘Poi che saziar’) in Stilnovo e dintorni, a cura di M. Grimaldi e F. Ruggiero, Roma, Aracne, 2017.
[29]. Quaderno Gotico in Nel mondo di Mario Luzi. Guida di lettura, a cura di Paolo Rigo (Roma, Ensemble, 2016), pp. 41-50.
[28]. Mario Luzi: nume, evocazione o personaggio del Cappotto di Montale? In Elio Fiore-Mario Luzi. Le allucinate verità, a cura di Paolo Rigo e Emiliano Ventura (Roma, Fondazione Luzi editore, 2016), pp. 231, pp. 141-153.
[27]. Corpo, in Lessico critico petrarchesco, a cura di Luca Marcozzi e Romana Brovia (Roma, Carocci, 2016), pp. 106-117.
[26]. Peregrinatio, in Lessico critico petrarchesco, a cura di Luca Marcozzi e Romana Brovia (Roma, Carocci, 2016), pp. 223-235.
[25] «Tutto è una metafora per una sensazione»: la poesia di Rae Armantrout, in Rae Armantrout, Just saying, a cura di Paolo Rigo, traduzione di P. Rigo and I. Saturnini (Rome, Perrone, 2014, pp. 245), pp. 5-29.
[24]. Zanzotto: la ricerca tra il vecchio e il nuovo, per una forma della lirica in Ecloghe, in Con Dolce Curiosità, a cura di M. Chiavarone, Roma, Edizioni della Sera, 2012, pp. 151-165.

Voci biografiche
[23]. Cosimo Rucellai di Palla, Dizionario biografico degli italiani, vol. LXXXVIII, Roma, Treccani, 2017.
[22]. Ruggerone da Palermo, Dizionario biografico degli italiani, vol. LXXXVIII, Roma, Treccani, 2017.
[21]. Rustico Filippi, Dizionario biografico degli italiani, vol. LXXXVIII, Roma, Treccani, 2017.

Articoli in rivista (in corso di pubblicazione)
[20]. Petrarca et le corps : une enquête sur le thème / Petrarca e il corpo: una ricognizione del tema, in «Arzanà», 18-19 (2015).

Articoli in rivista
[19] Rvf 16, Movesi il vecchierel. «Ogni detto di quegli amanti è un mistero»: storia e cronistoria di un’antica questione, «Letteratura italiana antica», XVIII, 2017, pp. 377-400.
[18] I Trucioli di Sbarbaro e la Grande guerra, in «Mosaico», aprile 2016, pp. 12-17.
[17]. Petrarca, i Visconti e Frate Bussolari: da una suasoria alla Storia, in «Petrarchesca», IV (2016), pp. 161-168.
[16]. Per «immagini attive» formalizzazioni della “poetica pura” in Quaderno gotico, in «Italian poetry review», 10 (2015), pp. 1-16.
[15] Petrarca: scrivere per non morire, in «Paragone. Letteratura», 114-115-116 (2015), pp. 141-154.
[14]. Fernando Bandini e il tempo, in «Mosaici. Biennal journal», 5 (2015). (http://www.mosaici.org.uk/?items=bandini-e-il-tempo-strutture-di-un-motivo-lirico).
[13]. I motivi dell’Itinerarium di Francesco Petrarca e il destinatario della Fam. XXIII,11, in «Le Tre Corone», III (2016), pp. 75-92.
[12]. Le “Parole in libertà” di Luciano Folgore e i Manifesti di Marinetti: primi appunti su un sistema figurativo, in «Otto/Novecento», (2015), 4, pp. 181-195.
[11]. Fragmenta danteschi e non solo: alcune riflessioni su due libri recenti e un “nuovo” metodo d’indagine del rapporto tra Dante e Petrarca, in «Scaffale Aperto», 6 (2015), pp. 123-139.
[10]. Appunti per un’analisi metaforica del primo Luzi, in «Critica letteraria», 43 (2015), 1, pp. 157-174.
[9]. Appunti per una conclusione: dal «Conte» a «Res amissa» l’ultimo percorso di Caproni, in «Rivista di Studi Italiani», 33 (2015), 1, pp. 605-613.
[8]. Nella culla delle visioni: Petrarca profeta e alcuni decessi sospetti, in «Petrarchesca», 3 (2015), pp. 57-74.
[7]. La lirica fragile: l’esperienza della poesia nella Grande Guerra. Alcuni motivi ricorrenti, in «Bollettino di Italianistica», n.s., 11 (2014), 2, pp. 88-103.
[6]. Pugna amoris, pugna spiritualis: la metafora bellica nei fragmenta, in «Petrarchesca», 2 (2014), pp. 49-67.
[5]. Indagini metaforiche su Santi di Dicembre di Fernando Bandini, in «Scaffale Aperto», 4 (2013), pp. 77-94.
[4]. La luce su di sé: il bisogno della luce nell’ultimo Luzi, in «Rivista di studi italiani», 31 (2013), 1, pp. 437-470.
[3]. La metafora nautica e la ‘traditio’ nel Novecento, in «Scaffale Aperto», 3 (2012), pp. 79-97.

Traduzioni
[2]. Rae Armantrout, Just saying, a cura di Paolo Rigo, traduzione di P. Rigo and I. Saturnini (Rome, Perrone, 2014, pp. 245).
[1]. Guido Cavalcanti, Rimas, ed. para Paolo Rigo y Irina Freixeiro Ayo, Madrid, SextoPiso, 2016 (in press).

Recensioni

Giuseppe Leonelli, Commentario penniano, Torino, Aragno, 2015 in «Rassegna della letteratura italiana», 108 (2016), 1, in press.
Simone Tarud Bettini, Luce, amore, visione: l’ottica nella lirica italiana del Duecento, Roma, Aracne, 2013, in «Scaffale Aperto», 7 (2016), in press.
Paolo Falzone, Desiderio della Scienza e desiderio di Dio nel ‘Convivio’ di Dante, Bologna, Il Mulino, 2010, in «Annali di Italianistica», 34 (2016).
Agostino Caccia, Satire e capitoli piacevoli (1549), ed. by Benedict Buono, Milano, Lampi di Stampa, 2013, in «Rassegna della letteratura italiana», 107 (2015), 2.
Andrea Felici, Michelangelo a San Lorenzo (1515-1534). Il linguaggio architettonico del Cinquecento fiorentino, in «Rassegna della letteratura italiana», 107 (2015), 2.
Valentina Marchesi, Eugenio Montale critico letterario, Roma, Edizioni di Storia e letteratura, 2013 in «Rassegna della letteratura italiana», 107 (2015), 2.
L’epistolario Cardarelli-Bacchelli. L’archivio privato di un’amicizia poetica, ed. by Silvia Morgani, Perugia, Morlacchi, 2014, in «Annali di Italianistica», 33 (2015).
Francesco Petrarca, Rerum memorandarum libri, ed. by Marco Petoletti, Firenze, Le lettere, 2014, in «Annali di Italianistica», 33 (2015).
Francesco Lioce, Dalla colonia facile alla colonia Eritrea. Cultura e ideologia in Carlo Dossi, Roma, Intersezioni, 2014, in «Rassegna della letteratura italiana», 107 (2015), 1.
Roberto Salsano, Tra scrittura e riscrittura. Saggi e note su Alfieri tragico, Caltanisetta, Sciascia editore, 2014, in «Rassegna della letteratura italiana», 107 (2015), 1.
Amedeo Quondam, Rinascimento e classicismi. Forme e metamorfosi della modernità, Bologna, Il Mulino, 2013, in «Rassegna della letteratura italiana», 106 (2014), 2, pp. 582-584.
Francesco Petrarca, De remediis utriusque fortune, ed by Ugo Dotti, Torino, Aragno, 2013, in «Petrarchesca», 2 (2014), pp. 175-176.
Guido Cavalcanti, Rime, ed. by Domenico Rea and Giorgio Inglese, Roma, Carocci, 2011, in «Scaffale Aperto», 5 (2014), pp. 273-275.
Storie mirabili. Studi sulle novelle di Matteo Bandello, a cura di Gian Mario Anselmi, Elisabetta Menetti, Bologna, Il Mulino, 2012, in «Rassegna della letteratura italiana», 105 (2014), 2, pp. 598-601.

Contributi e progetti in preparazione

Un classico del nuovo millennio: la letteratura per ragazzi di Paolo di Paolo, in «Italica Wratislaviensia», 7 (2016).
Non per chi va di Gianni D’Elia (1980) in La poesia italiana degli anni Ottanta. Esordi e conferme II, a cura di S. Stroppa, Lecce, Pensa, 2017.
L’intertestualità mancante: l’enigma (o quasi) di Guido Cavalcanti e i «Fragmenta» di Petrarca per il convegno la Silenziosa eco. Giornate dottorali, Università degli studi Roma Tre, 13-14 ottobre 2016.
Gozzano e la tradizione lirica per il convegno di Studi per il centenario di Guido Gozzano, Università degli studi Roma Tre, dicembre 2016.
La nobiltà (e la politica) per Dante. Alcune considerazioni in limine a una feconda stagione di studi.
Petrarca e Abelardo: segni di lettura e paradigmi esistenziali tra le pagine del par. lat. 2923.
L’applicazione dell’horresco referens nei Fragmenta e l’elasticità del tempo.
La corrispondenza intellettuale di Mario Luzi: tra archivi e lettere.
Co-organizzazione del convegno La satira in prosa (Roma, marzo 2017).

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