Profilo scientifico

PROFESSORESSA ORDINARIA

Settore scientifico disciplinare: L-ART/01 (Storia dell’Arte medievale)
E-mail: marialuigia.fobelli@uniroma3.it

Studio: stanza 16 dell’area di S.S.AC., Piazza della Repubblica 10, 00185 ROMA

PROFILO SINTETICO

Maria Luigia Fobelli dal 2007 è professore ordinario di Storia dell’Arte Medievale (L-ART/01) presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Roma Tre dove insegna Storia dell’Arte Medievale e Storia dell’Arte Bizantina.

Dopo gli studi in lettere classiche, si è laureata in Storia dell’Arte Bizantina all’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti con Maria Andaloro e successivamente si è specializzata in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Urbino.

Ricercatore dal 1984 al 2007 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, ivi ha insegnato Storia della critica d’arte, Letteratura Artistica, Storia dell’arte medievale nel Mediterraneo, Storia dell’arte bizantina e Storia dell’arte medievale.

È membro della Giunta del Dipartimento di Studi Umanistici e del Collegio dei docenti del Dottorato di Ricerca in Storia, Territorio e Patrimonio culturale, Università degli Studi Roma Tre.
È membro dell’AISB (Associazione Italiana di Studi Bizantini), dell’AISAME (Associazione Italiana Storici dell’Arte Medievale), del Consiglio del CROMA (Centro di Ateneo per lo Studio di Roma, Università degli Studi Roma Tre) e del CRISA (Centro di Ricerca Interdipartimentale di Studi Americani, Università degli Studi Roma Tre).
Negli anni 1987-1992 e’ stata responsabile scientifico di progetti di ricerca C.N.R.
Negli anni 1998-2000; 2000-2002; 2002-2004 è stata responsabile scientifico dell’Unità di Ricerca dell’Università di Chieti-Pescara di progetti P.R.I.N.
Attualmente è responsabile scientifico dell’Unità di Ricerca di Roma Tre del P.R.I.N. 2010-2011, Coordinatore Scientifico Nazionale M. Andaloro, Università della Tuscia – Viterbo.
Per quanto riguarda la sua attività scientifica, segnala qui i due principali ambiti di ricerca:
1) La basilica di Santa Sofia di Costantinopoli.
Oltre a numerosi contributi editi in atti di congressi, raccolte miscellanee e cataloghi di mostre, ha pubblicato due volumi sulla basilica di Santa Sofia di Costantinopoli in età giustinianea (527-565)
a) Un tempio per Giustiniano. Santa Sofia di Costantinopoli e la Descrizione di Paolo Silenziario, Viella Editrice, Roma 2005, con la prima traduzione italiana moderna e integrale del poemetto di VI secolo, testo greco a fronte e un ampio commento storico-artistico;
b) Procopio di Cesarea, Santa Sofia di Costantinopoli. Un tempio di luce, a cura di P. Cesaretti e M. L. Fobelli, Jaca Book, Milano 2011.
Nei due libri, oltre a contributi su specifiche tematiche storico-artistiche, anche attraverso una ricca documentazione grafica dei perduti arredi liturgici e del complesso apparato illuminotecnico della Grande Chiesa, ha proposto una serie di restituzioni dell’originario spazio architettonico della chiesa, modificata nel corso dei secoli da eventi di varia natura, quali terremoti e restauri, trasformazione in moschea (1453) e successivamente in museo (1934).
2) L’icona a Roma, a Bisanzio e in Russia.
Da tempo si occupa, nei diversi media artistici, del ritratto, dell’icona e di quella speciale categoria di immagini rappresentata dalle acheropite. Queste ultime manifestano un legame privilegiato con l’icona di Cristo, che nel pensiero teologico dei primi secoli dell’era cristiana si presenta come l’immagine di Dio “non fatta da mano umana”. Ne deriva che l’icona cristiana – e segnatamente quella bizantina – in un certo senso ha la sua genesi nelle acheropite, che uniscono indissolubilmente la fisicità dell’immagine alla trascendenza del prototipo.
Parallelamente ha indagato il sostrato comune che lega l’icona a Bisanzio e nella Russia cristiana, studiando in particolare la vastissima produzione scritta di Pavel A. Florenskij (m. 1937), l’interprete moderno più rigoroso e appassionato della riflessione teologica sull’immagine elaborata a Bisanzio nel Secondo Concilio Niceno (787).
Attualmente sta lavorando al libro Pavel A. Florenskij e l’universo dell’icona. Iconostasi e altri scritti, che contiene il celebre saggio Iconostasi, in una nuova traduzione italiana con indice analitico e note al testo, alcuni scritti inediti del pensatore russo su temi storico-artistici e un saggio sull’icona che ripercorre il suo cammino da Bisanzio alla Santa Russia.

ATTIVITÀ DI RICERCA E RICERCHE IN CORSO

– Pavel A. Florenskij e l’universo dell’icona, progetto di ricerca finanziato con fondi di Dipartimento anni 2013-2015.
– Arredi e assetti liturgici delle chiese rupestri della Cappadocia nell’ambito del P.R.I.N. 2010-2011 Arte e habitat rupestre in Cappadocia (Turchia) e nell’Italia centromeridionale. Roccia, architettura scavata, pittura: fra conoscenza, conservazione, valorizzazione, Coordinatore Scientifico Nazionale Maria Andaloro, Università della Tuscia, Viterbo; Responsabile Unità di Ricerca Roma Tre Maria Luigia Fobelli.
– La basilica di Santa Sofia di Costantinopoli dal VI secolo al presente.

CAMPI DI INTERESSE

L’icona a Roma, a Bisanzio e in Russia. Architettura, liturgia e sistemi decorativi a Costantinopoli e nell’impero bizantino. Arte, descrizione e percezione in Oriente e in Occidente (le ekphraseis e i tituli). I codici miniati. L’arte medievale nei diversi media artistici.

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