Profilo scientifico

PROFESSORE ORDINARIO

Settore scientifico disciplinare: L-ANT/08 (Archeologia cristiana e medievale)
E-mail: fabrizio.bisconti@uniroma3.it
Studio: –
Sito personale: https://uniroma3.academia.edu/FabrizioBisconti

PROFILO SINTETICO

L’attività scientifica ha preso avvio da interessi eminentemente iconografici, quale sviluppo degli studi universitari, improntati alla conoscenza storica e letteraria dell’antichità più tarda, con riguardo speciale alla cultura paleocristiana. Prendendo le mosse dalla tesi di laurea, si approfondiscono i caratteri del linguaggio simbolico paleocristiano, osservato sia nell’espressione letteraria, sia in quella propriamente iconografica. Tra i simboli segnatamente considerati, l’attenzione si posa specialmente sulla fenice e sull’immagine di Orfeo citaredo, cercando di seguire il passaggio tra la cultura “pagana” e quella “cristiana” e dedicando, poi, a questo ultimo argomento, un intero ampio contributo, che vuole osservare le memorie classiche nell’arte delle catacombe. Entro questa area di interesse, vanno considerati alcuni studi, che desiderano controllare le mutazioni, le censure e gli arricchimenti, che mostra la materia professionale, quando, dalle culture precedenti o coeve, giunge a interessare l’arte cristiana. Questo ultimo argomento è stato sviluppato in una monografia che tratta segnatamente i “Mestieri nelle catacombe romane”.

Muovendosi da questo primo centro di interesse, gli studi svolgono alcuni “temi corollario”, che si sviluppano naturalmente dalla grande e polifonica tematica religiosa tardoantica. Si cerca di seguire, innanzi tutto, il percorso tracciato dalla tematica zoomorfa, osservata specialmente nell’evoluzione, che denuncia la fortunata materia pastorale, osservata nei suoi antefatti “pagani” e negli sviluppi simbolici precoci, bizantini ed altomedievali.

Un ulteriore sviluppo della ricerca, che si muove sempre dal linguaggio simbolico, cerca di comprendere la concezione paleocristiana dell’habitat paradisiaco, controllandone l’evoluzione grafica e semantica che, partendo dalle ambientazioni arcadiche, di cui si è detto, fa fuoco sul paradiso inteso come città oltremondana, considerata prima come sede edenica poi come Gerusalemme celeste e apparizione apocalittica. Queste osservazioni trovano approfondimento e ricapitolazione in alcuni studi più ampi e dettagliati, mentre altri contributi cercano di definire la presenza dei defunti in paradiso, osservati nei rapporti, che intrattengono con il mondo dell’aldilà, ma anche nell’atteggiamento gestuale, che essi assumono, primo fra tutti, quello dell’orante.
La ricerca si è, dunque, allargata affrontando questioni meno “simboliche” e più implicate nel canonico linguaggio biblico, talora in maniera generale, talora in modo più specifico, considerando temi di grande fortuna, come i giovani ebrei nella fornace, la visione di Ezechiele, i protoparenti, l’orante e il buon pastore; poi quelli meno frequentati, come l’episodio di Zaccheo, quello degli apostoli ad Emmaus e quello del Sermone della montagna. Varie occasioni – di tipo conservativo o relative a scoperte o in relazione a convegni tematici – hanno poi stimolato lo studio di temi forti e primari per l’arte cristiana e per la cultura biblica, come, per esempio, la scena della Natività, della Coronazione di spine, della catechesi di Pietro, della maiestas Domini. Lungo questa linea, si è giunti anche nel terreno delicato dei temi apocrifi, affrontando la singolare scena dell’abbraccio fra Pietro e Paolo e quella, più diffusa, delle levatrici incredule.

L’evoluzione dell’arte cristiana, così come si svolge dal repertorio propriamente paleocristiano a quello protobizantino ed altomedievale, è stata seguita specialmente nell’articolazione delle strutture iconografiche, analizzata nella creazione di una iconografia martiriale e di una iconografia santorale, guardando anche alla genesi del ritratto santo, anche nella tipologia musiva. Sull’argomento sono stati stampati due ampi studi, presentati agli ultimi due Congressi Internazionali di Archeologia Cristiana, un contributo specifico e un’analisi monumentale relativamente al lucernario di S. Cecilia.

Gli interessi iconografici ed iconologici hanno trovato alcune “ricapitolazioni” in altrettante panoramiche generali, dedicate ai rapporti tra letteratura patristica e iconografia paleocristiana, all’arte delle catacombe ed, infine, alla genesi e ai primi sviluppi dell’arte cristiana. Alcune puntualizzazioni vengono anche dalla redazione di voci per dizionari e mostre, dalla pubblicazione di recensioni in argomento e dall’edizione dei Temi di iconografia paleocristiana, con un’ampia introduzione e varie schede tematiche.

Lo “specifico” archeologico è stato tenuto presente con alcune campagne di scavo, prima come operatore e poi come Direttore, in quanto Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. Mentre alcuni di questi scavi, come quelli condotti nella catacomba dei Ss. Pietro e Marcellino, nella catacomba di via Latina 135 e nella basilica di Villa S. Faustino a Massa Martana hanno già avuto un’edizione, altri come quello relativo alla basilica subdivo di S. Mustiola a Chiusi e dell’itinerario di S. Filippo Neri a S. Sebastiano, sono in via di elaborazione o in corso di stampa. Oltre allo scavo archeologico, l’impegno assunto presso la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, ha permesso di seguire e dirigere alcuni interventi di restauro, di cui si è tracciata una panoramica al Congresso Nazionale di Archeologia Cristiana di Cassino, ancora inedito, e nell’ampia introduzione al volume sulle foto Parker delle pitture delle catacombe romane.

Un recente centro di interesse è rappresentato dallo studio della produzione figurativa paleocristiana, analizzandone specificatamente l’aspetto artigianale; in questo senso, è stato approfondito il rapporto tra arte e artigianato, con riguardo speciale alla produzione delle arti suntuarie.

Altri aspetti dell’archeologia cristiana sono stati sottolineati da studi particolari, con riguardo speciale a quello topografico, epigrafico, storico, critico e museale. Per quanto riguarda l’argomento topografico, si è approfondita la dislocazione dei cimiteri cristiani lungo la via Latina, anche alla luce della scoperta della nuova catacomba in via Latina 135; si è, poi, considerata la collocazione topografica della piccola basilica associata alla catacomba di Massa Martana, tentando di collegarne la vita e l’uso ai centri urbani o rurali del territorio; si è, poi, analizzato il rapporto che la basilica subdivo di S. Mustiola intrattiene con il cimitero ipogeo limitrofo, attraverso una serie di campagne di scavo, ancora inedite; l’argomento topografico è stato svolto anche attraverso una ricerca sul territorio orbetellano relativamente ai momenti di età paleocristiana e altomedievale, cercando di mettere a fuoco il rapporto tra gli insediamenti umani, la viabilità e la cristianizzazione delle aree periferiche. Un argomento di topografia cimiteriale è stato affrontato, per quanto riguarda un’area mediamente antica del cimitero dei Ss. Pietro e Marcellino, in seguito allo scavo della regione I. Alcune considerazioni topografiche sono state svolte considerando gli oratori di Aquileia; la cripta dei vescovi al S. Gennaro di Napoli e i monumenti musivi della Campania. Dallo scavo del cimitero dei Ss. Pietro e Marcellino sono emersi alcuni materiali epigrafici, di cui si dà conto in un contributo specifico. Per quanto riguarda l’epigrafia cristiana, oltre a questo ultimo studio, il tema è stato affrontato nel censimento complessivo sui “Mestieri nelle catacombe romane”.

Un ultimo punto dell’attività scientifica è costituito dall’organizzazione di esposizioni e mostre, con riferimento particolare a quella organizzata per il Centenario della morte di Giovanni Battista de Rossi; a quella sulle origini della cultura cristiana, realizzata a Rimini; a quella sulla Romana Pictura (di cui si è assunta anche la direzione) e a quella su Pietro e Paolo (di cui, anche, si è curato l’allestimento a livello direttivo).

L’attività scientifica si completa con un certo numero di recensioni di argomento vario, ma specialmente iconografico e di voci per dizionari ed enciclopedie.

Nel corso del 2011 dirige lo scavo archeologico e il restauro dell’ipogeo romano degli Aureli di viale Manzoni per conto della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, introducendo la tecnica innovativa del laser in ambienti ipogei. Organizza l’evento di presentazione dei risultati dei lavori presso il Motor Village FIAT di viale Manzoni in Roma il giorno 9 giugno 2011.

Organizza, in collaborazione con Matteo Braconi, il convegno di studi dedicato alle Incisioni Figurate della Tarda Antichità, con il patrocinio del Dipartimento di Studi Umanistici e dell’Istituto Pontificio di Archeologia Cristiana, presso la sede di Palazzo Massimo in Roma, nei giorni 22-23 marzo 2012.

Risulta vincitore, per il 2012, della XVII Edizione del Premio Cimitile, per la migliore opera edita di archeologia e cultura artistica in età paleocristiana e altomedievale, con il volume: Le pitture delle catacombe romane. Restauri e interpretazioni, Todi 2011. Tra il 2011 e il 2013 dirige lo scavo archeologico del piano intermedio delle catacombe di Prisicilla, segue i restauri del cubicolo di Lazzaro, svolti, ancora nel complesso priscilliano, impiegando la tecnica già sperimentata del laser, e guida l’allestimento del primo Museo delle Catacombe Romane, presso la basilica di S. Silvestro a Priscilla. In seguito a tali lavori e scoperte, organizza l’evento:Priscilla. Catacombe in Luce, presso la chiesa di S. Silvestro sulla via Salaria, nel giorno 19 novembre 2013. Ha fatto parte del programma PRIN-2008 Mutamenti nel restauro archeologico a Roma dall’Unità d’Italia alla seconda metà del Novecento attraverso l’analisi delle vicende legate alla costituzione dei principali musei statali, con il ruolo di Responsabile della Sezione Musei delle Catacombe. Durante lo svolgimento del progetto, avvenuto nel corso del triennio 2011-2013, coordina le attività di censimento e catalogazione dei reperti mobili delle catacombe romane, con particolare riguardo al complesso di Pretestato sulla via Appia Pignatelli. Tale attività è confluita nella giornata di studi Il restauro archeologico in Italia dal 1860 al 1970, Sala dei Convegni dell’Archivio Centrale dello Stato, Piazzale degli Archivi n. 27, Roma Eur, 21 marzo 2013, di cui è stato Membro del Comitato Scientifico.

Tra il 2012 e il 2013 promuove e coordina il progetto di rilevamento architettonico e fotografico, previa digitalizzazione, delle catacombe di Priscilla e di via Dino Compagni, confluito all’interno del programma on-line Google Maps Italia, fornendo la possibilità di visitare i due siti archeologici direttamente dal Web, tramite percorsi di visita personalizzabili dall’utente e già attivi in rete [link]. Tra febbraio e ottobre 2013 promuove e dirige il restauro del cd. “cubicolo del filosofo” del cimitero Maggiore sulla via Nomentana, ripristinando, ancora mediante la tecnica del laser, l’apparato pittorico dell’ambiente. Nel corso del 2013 dirige lo scavo e il restauro del cubicolo di Orfeo nell’Area I callistiana, occupandosi preliminarmente dell’intervento conservativo che ha dato luogo alla scoperta di nuovi affreschi, tra i primi, per cronologia, tra quelli delle catacombe romane, e, in seguito, di uno scavo sistematico e stratigrafico che ha permesso di intercettare un giacimento di materiali archeologici riferibili alla Tarda Antichità e all’Alto Medioevo.

Attualmente sta coordinando il censimento dei materiali e preparando l’edizione sistematica dei rinvenimenti. Tra luglio e settembre 2013 coordina il restauro dell’arcosolio del defunto Pastor nel complesso di Generosa sulla via Portuense, recuperando l’intero apparato decorativo; dirige, altresì, la sistemazione statica del complesso catacombale. Nel corso del triennio 2011-2013 ha partecipato ai progetti di recupero archeologico delle catacombe di Pianosa e di S. Gennaro a Napoli, mentre ha preso parte alla fase istruttoria della valorizzazione delle catacombe di Canosa. Nel 2012 è Membro del Comitato Scientifico della mostra:Costantino 313 d.C.: l’editto di Milano e il tempo della Tolleranza, allestita a Milano – Palazzo Reale e riproposta, nel 2013, a Roma – Colosseo.

In quanto Membro del Comitato Promotore Permanente dei Congressi Internazionali di Archeologia Cristiana, si occupa della sezione iconografica dedicata al mosaico e alla pittura nell’ambito del XVI Congresso Internazionale di Archeologia Cristiana, dedicato a Costantino e i Costantinidi: l’innovazione costantiniana, le sue radici e i suoi sviluppi, Roma, Istituto Patristico “Augustinianum”, 22-28 settembre 2013. Fa parte del comitato scientifico della Rivista di Archeologia Cristiana ed è referee della Rivista di Archeologia Classica, di Vetera Christianorum e degli Atti della Società Istriana di Storia Patria. È Direttore della collana Ricerche di Archeologia e Antichità Cristiane per la TAU editrice, Todi (PG).

ATTIVITÀ DI RICERCA E RICERCHE IN CORSO

– Iconografia cristiana e medioevale
– Archeologia Tardoantica
– Archeologia cristiana
– Pittura tarda delle catacombe
– Apparati decorativi funerari dell’età Severiana
– Ritrattistica
– Nascita e sviluppo dell’iconografia paolina e petrina

CAMPI DI INTERESSE

Cultura figurativa tardo antica; Arte paleocristiana; Monumenti paleocristiani

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